Emozioni 2018 in Bianco: il CENTRO

Cosa ci fanno un ingegnere aerospaziale, un’architetta georgiana maestra di kung fu, un imprenditore del settore energia che fa anche il pilota di Gran Turismo a una serata di degustazione di Viva il Vino?

IMG_6939Semplicemente i produttori! E i loro vini sono stati fra i protagonisti di Emozioni in Bianco 2018, terza tappa del giro d’Italia, dedicata al Centro Italia, come sempre ricca di storie che incantano, raccontate attraverso la selezione di sei vini.

Prendi per esempio una delle aree più stereotipate del mondo del vino, quella dei Castelli Romani con il Frascati servito in caraffa nelle osterie di mezza Roma e protagonista delle canzoni caciarone e popolari di Lando Fiorini, Gabriella Ferri, etc.

Mettici un ingegnere che lì ci si è trasferito per lavorare al centro di ricerca aerospaziale e che al momento di andare in pensione decide di coronare una passione acquistando una tenuta di 10 ettari dove si mette a produrre vino seguendo i consigli dei contadini locali.

VARN5777 Ed eccovi servito il Primo Riserva 2016 di Merumalia, un Frascati Superiore frutto di Malvasia del Lazio (70%) con un po’ di Grechetto e Bombino Bianco, che nasce su un suolo vulcanico ricco di pietra basaltica.

Vino dal profumo elegante e non banale, fatto di sentori dolci, vegetali e fruttati che poi trovano riscontro in un gusto minerale, sapido, morbido e cremoso per via anche dei 14,5°.

Vendemmia e vinificazione separata per ciascuna uva, un affinamento di 9 mesi in acciaio a cui seguono ancora svariati mesi in bottiglia.

La maniera migliore per dare vita in soli 5 anni a un progetto culturale che attraverso la produzione di vino di qualità vuole riportare l’attenzione sulla culla della viticoltura dell’antica Roma, altro che vino in caraffa.

E i soci di Viva il Vino se ne sono accorti: il Primo è stato protagonista di una performance straordinaria nella degustazione alla cieca dove ha fatto il vuoto staccando tutti gli altri vini e mantenendo in maniera netta il primo posto anche dopo la votazione finale.

E’ quindi il Primo Riserva il Vino Emozione della serata, che si qualifica così per la finale.

Facile dire che il Primo non poteva che arrivare primo!

Ma la bella storia di Luigi Fusco e della sua famiglia che lo ha seguito nel progetto non è fatta solo di vini: dalla ristrutturazione del vecchio edificio nella tenuta è nato un Wine Resort di soli 4 appartamenti dove godersi appieno la tranquillità della campagna a meno di trenta minuti da Roma.

USSJ7860Il secondo vino ci porta nell’inconfondibile skyline medievale delle Torri di San Gimignano, dove nasce la Vernaccia, unica docg bianca nella rossa Toscana.

Il Campo della Pieve 2016 de il Colombaio di Santachiara si presenta elegante e strutturato, con una persistenza in bocca che sorprende e che contribuisce all’esplosione di profumi che ritroviamo anche per via gusto olfattiva.

Vino armonico, dotato anche di acidità e mineralità che non sono così usuali in questo terroir.

Frutto di un sapiente lavoro in cantina dove viene vinificato in vasche di cemento e dove rimane sulle fecce fino anche a 18 mesi senza tuttavia prendere derive macerative.

La famiglia Logi arrivata qui inizialmente per allevare maiali e vitelli e oggi rappresentata da tre fratelli che portano avanti il lavoro del babbo, è diventata in poco tempo fra le più affermate della denominazione.

E anche qui nella tenuta è stato ricavato un grazioso agriturismo, location perfetta non solo per un soggiorno nel cuore della campagna Toscana a 2 km. dal paese, ma anche per sposarsi!

All’interno della proprietà è infatti presente la Pieve di San Donato, chiesetta romanica (e romantica) del XII secolo che conserva il fascino del tempo che si è fermato.

LKNE3948Il terzo vino arriva dal cuore di un Parco Naturale, quello della Vena del Gesso Romagnola, nel comune di Riolo Terme. Un ambiente naturale unico, fra boschi e flora millenaria.

E’ un Albana, annata 2015, si chiama Dar, che in russo significa dono, ma che in ebraico vuol dire indipendenza. Lo produce Divinalux.

Un vino potente, che nasce su un suolo argilloso e gessoso, che brilla alla luce del sole per via dei cristalli di gesso, i Lapis Specularis, frammentati fra le vigne.

Vigne ovviamente bio e dalle base rese, da cui nasce un vino potente, in cui si colgono le sfumature di una macerazione e di una maturazione complessa: 40 giorni di vinificazione in acciaio sui lieviti e una maturazione di 9 mesi, con una piccola parte (30%) che affina in barrique usate.

La storia di Lea Katseli, che lo produce, è talmente particolare che meriterebbe un racconto a parte. Nasce in Georgia, si trasferisce da bambina in Israele, pratica da sempre kung fu fino a essere oggi Shaolin Master, a 20 anni va a vivere a Londra dove diventa affermato architetto specializzandosi su progetti di architettura sostenibile.

Poi sul più bello di una brillante carriera, la svolta, la voglia di volersi dedicare alla terra e alla ricerca del benessere psicofisico e il passaggio dalla vita della City al contesto naturalistico della tenuta nel cuore dell’Appennino italiano, immerso nel silenzio, dove crea Divina Lux, una fattoria autosufficiente in cui si producono formaggi, salumi, uova, marmellate, frutta, verdura, olio (quello super di Brisighella), conserve, pane e … vino!

Che questo vino porti amore e luce nella vostra vita” dice l’etichetta, un messaggio ricco di quei valori spirituali di cui è permeata la tenuta, dove oggi ci sono tre camere a disposizione di chi vuole vivere un’esperienza davvero unica, ma dove il progetto finale sarebbe la creazione di un centro olistico e ayurvedico nel casale recuperato e ristrutturato.

GWNV9051Il quarto vino selezionato ci porta in Umbria, nelle splendide colline intorno a Todi, dove nasce il Fior Fiore 2016 di Cantina Roccafiore, un grechetto in purezza, che si presenta equilibrato ed armonico. Sfumature intense e variegate, ricerca di freschezza e sapidità calibrate con una struttura elegante nel lungo finale. I dodici mesi di maturazione in botti di legno sicuramente contribuiscono al risultato.

Leonardo Baccarelli è sempre stato innamorato di queste terre e questi paesaggi che circondano la sua attività principale, quella di imprenditore nel settore energetico, dove il Gruppo opera dal 1949 fra petrolio, gas, carburanti, etc.

E così a inizio anni 2000 ha acquistato alcuni ettari di terra in un piccolo angolo di paradiso con vista mozzafiato su Todi dove prima ha dato vita alla produzione di vini di qualità trovando supporto nell’entusiasmo innovativo del figlio Luca che ha contribuito non poco al rilancio vinicolo dell’area e poi ha creato un progetto di ospitalità di charme, con il Country Chic Resort, splendido hotel con camere di lusso, suite, centro benessere e ristorante interno per soggiorni gourmet nel cuore del Centro Italia.

XMBH8709Dall’Umbria si torna in Romagna, a pochi chilometri da dove eravamo prima, precisamente a Faenza.

Per scoprire il Famoso, cioè un vitigno veramente sconosciuto (!) detto anche rambèla in dialetto locale, da cui nasce un vino ritenuto cult dagli appassionati: il Le One di Leone Conti, di cui abbiamo degustato l’annata 2015.

Davvero particolare, con sentori di pino silvestre e un gusto che hanno richiamato alla memoria di alcuni presenti persino la retsina greca. Solo che mentre quest’ultimo è un vino aromatizzato, dove la resina di pino d’Aleppo viene aggiunta al mosto, il Le One ci regala note di papaya, margherita e persino maggiorana solamente grazie alle caratteristiche del vitigno a cui poi si aggiungono note burrose e vanigliate derivate dalla vinificazione che prevede una parte (circa il 30%) in barriques per circa 15 mesi, a cui seguono poi 8 mesi in bottiglia una volta creata la massa fra il vino in legno e la restante parte che era in acciaio.

La spinta innovativa di Gianfrancesco Conti si fa sentire su tutta la produzione dell’azienda, destinata alla salvaguardia e al recupero di vitigni autoctoni del territorio in totale regime biologico. Di strada se ne è fatta dal dopoguerra, quando la nonna Antonietta Conti fu sicuramente una delle prime e delle poche donne del vino in quel periodo.

TVPJ4001L’ultimo vino arriva dal cuore del Piceno, a metà fra i Monti Sibillini e il Mare Adriatico, terroir perfetto per questi vini marchigiani che nascono lungo la valle del Tronto, al confine con l’Abruzzo.

Zaccarì 2014 è una passerina prodotta da Vigneti Vallorani. Rese basse, un giorno intero di macerazione a freddo e poi una vinificazione interamente in tonneau dove matura sui lieviti per almeno un anno .

Colpisce per la grande struttura e la piacevolezza derivata da un perfetto equilibrio fra le componenti morbide e la freschezza, a cui poi si aggiungono note tostate, agrumate e richiami minerali.

Al primo giro alla cieca è già sul podio, a pari merito con il Dar per contendersi il secondo posto. Mentre nella degustazione di fine serata risulta il vino più votato, con secondo posto dunque confermato e qualificazione per la finale del Vino Emozione 2018.

Possono essere soddisfatti del loro lavoro Rocco e Stefano, che hanno scelto di proseguire l’attività contadina di famiglia creando col tempo una realtà vinicola affermata e moderna all’insegna dei dettami biologici.

Ed ora aspettiamo con ansia l’appuntamento di fine luglio dedicato alle Emozioni in bollicina!

Ecco la fotogallery della serata

 

 

 

 

 

 

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