VINO EMOZIONE 2018, IL MACCONE DI ANGIULI!

IMG_8628 (Copy)Finale a sorpresa per il VINO EMOZIONE  2018, che è il MACCONE, moscato vinificato in secco dalla cantina Donato Angiuli nella Valle d’Itria in Puglia.

Sul podio poi anche due pezzi da novanta: l’Amarone Classico di Montesantoccio, che quindi si aggiudica il titolo di ROSSO EMOZIONE e il friulano Bianco di Castellada, della omonima cantina, medaglia di bronzo.

Nell’affollato salone Turati dell’Hotel Barrage di Pinerolo IMG_9301giovedì 12 dicembre si è svolta la serata finale di VINO EMOZIONE, a cui si erano qualificati 14 vini, due per ogni singola tappa del Tour che da febbraio a novembre ha ricercato da Nord a Sud dell’Italia i vini più emozionanti secondo il giudizio dei partecipanti alle serate organizzate dall’Associazione Culturale VIVA IL VINO.

IMG_9307Vini degustati sempre rigorosamente alla cieca prima di essere raccontati e quindi privi nel giudizio di qualsiasi condizionamento.

Una vera e propria maratona del vino, che nell’evento finale ha richiamato molti fra addetti ai lavori, appassionati, sommelier e persino produttori, che sono intervenuti a fare da giudici, trovandosi di fronte una batteria di 14 vini tutti di assoluto prestigio e qualità, dalle bollicine ai rossi.

Non deve essere stato semplice per nessuno individuare il calice più emozionante, quello del famoso “coep de coeur”, per dirla alla francese. Ce lo dice una classifica estremamente democratica, con punti arrivati a pioggia su tutti i vini e con poco divario alla fine fra l’uno e l’altro, a conferma di quanto siano soggettive le emozioni e di quanto ogni vino presente sia stato effettivamente in grado di trasmetterle.

IMG_9302A disposizione ogni giurato ha avuto poco più di un’ora per scegliere, con la possibilità di accedere liberamente alle bottiglie numerate e ricoperte di carta stagnola sul bancone degli assaggi, il tutto fortunatamente sostenuto da un ricco menu a buffet che ha spaziato dalla carne cruda di fassona piemontese, al risotto allo zafferano della Val Noce, allo stracotto di manzo, altrimenti sarebbe stato veramente difficile per chiunque arrivare al termine di un percorso impegnativo, fatto di vini tutti di grande struttura.

Poi, in attesa del verdetto arrivato a ora tarda anche a seguito di una formula che andrà rivista essendo troppo ricca di contenuti, ogni singolo vino è stato descritto e raccontato con l’ausilio di immagini e brani musicali e con la voce diretta dei vignaioli intervenuti, da Marco Capra, finalista con il Seitremenda, un metodo classico che nasce a Santo Stefano Belbo in Piemonte fra le Langhe e il Monferrato, al professor Luigi Fusco, titolare della cantina Merumalia e finalista col Primo Riserva che nasce nell’area vulcanica dei Castelli Romani a Frascati, per finire con l’architetto Mario Corrado, che IMG_9321ha emozionato la platea con il suo racconto che ha quasi fatto sentire il profumo del mare di Punta Tresino, il paradiso sperduto nel Parco Naturale del Cilento, dove con la moglie Ida quasi 20 anni ha fatto la scelta coraggiosa e premiante di andare a risiedere, cambiando vita per intraprendere l’attività di vignaiolo.

Non era in gara ma ha saputo emozionare con il suo Moscato in accompagnamento alla panna cotta e poi con le sue parole di giovane entusiasta Michela Adriano, dell’azienda Marco e Vittorio Adriano, produttori di spaziali Barbaresco, ma non solo e che hanno voluto testimoniare con la loro presenza l’affetto verso le iniziative di Viva il Vino.

IMG_9314Particolarmente apprezzato anche l’intervento del sindaco di Pinerolo, Luca Salvai, che non ha solo voluto portare il saluto di circostanza della Città e di benvenuto agli ospiti convenuti per l’occasione ai piedi delle Alpi, ma ha sottolineato “quanto importante sia il ruolo dei tanti piccoli artigiani, non solo del vino ma anche di altri prodotti, che hanno fatto delle scelte coraggiose come quella di andare a vivere in montagna (nel caso del nostro territorio) o a picco sul mare (nel caso di Ida e Mario) per produrre prodotti di qualità. Scelte che meritano il nostro rispetto e non la nostra denigrazione e l’impegno politico a semplificarne l’attività, pur con la consapevolezza che la società necessariamente debba svilupparsi anche sul piano industriale”.

Due parole adesso sui vini finiti sul podio e che quindi nell’albo d’oro succedono al Nero IMG_9310di Orgosa di Giuseppe Musina, Vino Emozione 2016 e del Berteru Riserva di Luca Gungui, Vino Emozione del 2017, entrambi cannonau provenienti dalla medesima area intorno Orgosolo.

Il Maccone, VINO EMOZIONE 2018, è da tempo considerato uno dei migliori vini bianchi prodotti in Puglia, terra identificata invece come di grandi rossi! Le vigne sono collocate nel cuore della Valle d’Itria, con vecchi impianti ad alberello e piante anche di quasi 80 anni, un terreno calcareo e argilloso aiuta a garantire un’acidità fondamentale per fare un grande bianco con un’uva come il moscato.

Una vinificazione semplice atta a preservare la caratteristica aromaticità del vitigno, per un vino che si presenta piacevole e suadente, quasi dolce, nei profumi, per poi sorprendere con un gusto secco, ma morbido, dove l’acidità sa ben nascondersi per non compromettere il meraviglioso equilibrio gustativo.

La sorpresa della sua elezione sta nel fatto che tutti si sarebbero aspettati vincitore un rosso o quantomeno un bianco di quelli più corposi e invece la platea si è emozionata davanti alla bellezza delle cose più semplici.

fratelli-angiuliComplimenti quindi a Donato Angiuli e ai figli Vito e Giuseppe che hanno scelto di proseguirne il mestiere: ancora di più considerato che su 28 ettari solo due sono di proprietà e gli altri in affitto, a testimoniare che questo lavoro lo fanno per scelta e non perché se lo sono ritrovati come naturale eredità di famiglia!

Al secondo posto e quindi Rosso Emozione 2018, è l’Amarone Classico di Montesantoccio, che nel corso dell’anno è diventato anche l’Amarone di Viva il Vino!

Vincitore infatti della tappa dedicata ai grandi rossi del Nord proprio a casa dei piemontesi, è stato poi recentemente proposto al nostro pubblico anche come cantina del mese insieme agli altri vini tipici della Valpolicella che l’azienda produce.

Immagine 3E’ uno degli Amaroni in assoluto più interessanti per rapporto qualità/prezzo e nasce dalle sapienti mani di Nicola Ferrari, formatosi come cantiniere da Quintarelli, uno dei mostri sacri dell’Amarone, prima di dedicare anima e corpo nel sogno di avere una propria piccola cantina insieme alla moglie Laura.

Una piccola cantina che non è certo passata inosservata nel tempo, arrivandosi a guadagnare anche la chiocciola di Slow Wine perché “ingegnosità giovanile, profondità territoriale e visione del nuovo sono le virtù di Nicola Ferrari”.

Medaglia di bronzo infine per un altro dei vini di grande fama fra i finalisti, quel Bianco di Castellada che risultò il più emozionante nella tappa dedicata ai grandi vini bianchi del Nord.

13Un finto bianco in realtà, trattandosi di un cosiddetto Orange Wine e cioè prodotto con la tecnica di macerazione delle uve tipica dei vini rossi, pur partendo da uva bianca.

Siamo nella zona per eccellenza di questi vini diventati negli anni cult, cioè quell’angolo di Friuli intorno a Oslavia, sul confine fra Italia e Slovenia: casa di nomi altisonanti come Gravner, come Radikon, tanto per citarne due non proprio a caso.

E’ qui che la famiglia Bensa, proprietaria di La Castelladafa vino da sempre, oggi è la nuova generazione con Stefano e Matteo a occuparsene senza dimenticare gli insegnamenti dei padri.

Piante di quasi 50 anni con rese bassissime, poi il lavoro in cantina dove il pinot grigio, lo chardonnay e il sauvignon fermentano separatamente in barrique e vi restano un anno prima di essere assemblati e proseguire un lungo processo di affinamento che li fa rimanere ancora due anni in acciaio e un anno in bottiglia per potersi stabilizzare e farci emozionare.

Anche questa azienda è stata insignita della Chiocciola Slow Wine.

Ecco infine i risultati:

CLASSIFICA FINALE 2018

 

1)      Maccone, moscato secco – Donato Angiuli, Puglia : p.ti 72, VINO EMOZIONE 2018

2)      Amarone Classico – Montesantoccio, Veneto : p.ti 66, ROSSO EMOZIONE 2018

3)      Collio Bianco – La Castellada, Friuli : p.ti 63, MEDAGLIA DI BRONZO

4)      Montecucco Sangiovese – Campi Nuovi, Toscana : p.ti 59

5)      Faro Oblì – Enza La Fauci, Sicilia : p.ti 58

6)      Primo Riserva – Merumalia, Lazio : p.ti 34

7)      Carmignano S. Cristina – Fattoria Ambra, Toscana : p.ti 34

8)      Pignolo – Moschioni, Friuli : p.ti 31

9)      Metodo Classico Carmine Festa – Eredi Legonziano, Abruzzo : p.ti 24

10)   Aureus Tresinus Fiano – San Giovanni, Campania : p.ti 18

11)   Solesta Riesling – La Costa, Lombardia : p.ti 15

12)   Passerina Zaccarì – Vigneti Vallorani, Marche : p.ti 13

13)   Metodo Classico Seitremenda – Marco Capra, Piemonte : p.ti 12

14)   Ossimoro – Pietraventosa, Puglia : punti 10

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