VINO EMOZIONE 2017: Cannonau BERTERU Riserva!

IMG_9217 (Copy)Si è svolta giovedì 25 gennaio, a PINEROLO presso la Vineria Perbacco, la serata finale del ciclo di degustazioni 2017 organizzate dall’Associazione Viva il Vino.
E’ il Cannonau Berteru Riserva prodotto a Mamoiada da Cantina Gungui il VINO EMOZIONE 2017 votato dai nostri soci.
Ha preceduto di un soffio il Barolo Bergera Pezzole di Le Strette, protagonista di una grande rimonta, mentre sul gradino più basso del podio sono finiti a merito il Pinot Nero di Calatroni e il Verdicchio Labieno di Colognola, premiato quindi come BIANCO EMOZIONE.
Questo il verdetto emesso dalla finale a cui si erano qualificati 14 vini, scelti durante l’anno attraverso la votazione di due vini per ogni singola serata, nel percorso di degustazione e scoperta di alcune delle eccellenze prodotte da vignaioli artigiani che proponiamo con i nostri appuntamenti a cadenza mensile.
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Il Vino Emozione è un premio popolare, che parte dal basso, da chi il vino lo compra e lo beve per passione.
I vini sono sempre degustati alla cieca dai partecipanti, chiamati a esprimere la propria emozione per quel che sentono in maniera SOGGETTIVA nel bicchiere senza farsi troppo condizionare dai consueti parametri tecnici dei grandi esperti.
E’ dunque un premio che farà storcere il naso ai grandi esperti, quelli che a torto o ragione si ritengono i depositari del sapere con le loro recensioni tecniche; è un premio che piace invece molto ai vignaioli e alla gente comune, che in un bicchiere di vino vuole trovare anche cose diverse oltre quelle che ci insegnano ai corsi, le emozioni appunto.
Le aziende sono selezionate a monte, ispirandosi comunque al giudizio critico di alcune guide di riferimento come quelle di Slow Wine, Vitae o Gambero Rosso e poi sulla base del nostro costante lavoro di ricerca e di degustazioni fra Fiere e blog.
Il filo conduttore è che si tratta sempre di piccole aziende di vignaioli artigiani, che producono vini spesso prodotti da vitigni autoctoni sconosciuti ai più, per lasciare ai partecipanti alle serate un arricchimento culturale in materia oltre che il piacere dello stare insieme a degustare buoni vini.
Alla serata finale i vini vincitori delle singole tappe partivano con un bonus di 30 punti rispetto agli altri qualificati ed è questo il parametro che ha consentito al Berteru Riserva di “difendersi” dall’attacco sferratogli dal Barolo Bergera Pezzole, protagonista di una gran rimonta che lo ha fatto risalire fino al secondo posto finale.
Senza i bonus il podio sarebbe infatti stato il seguente :
1) Barolo Bergera Pezzole
2) Berteru Riserva Cannonau
3) Vigna alle Nicchie Tempranillo
Luca vendemmia vigneto (002)Il Cannonau Berteru Riserva era il vino forse dalla storia più emozionante, essendo prodotto in soli 1.000 esemplari da Luca Gungui, vignaiolo artigiano di Mamoiada, nel cuore della Barbagia. Un giovane e talentuoso ragazzo che ha fatto delle scelte di vita coraggiose: dopo aver seguito il consueto percorso di tanti giovani dell’isola che vanno verso il “continente”, finendo a lavorare a Milano, ha poi fatto il percorso inverso vincendo un concorso che lo ha riportato in Sardegna per lavorare in Regione a Cagliari.
Poi nel 2015 la coraggiosa decisione di abbandonare il posto fisso e sicuro per tornare nel suo villaggio dove era cresciuto fra le vigne, coltivate prima dal nonno e poi dal padre, nelle ore rubate all’attività lavorativa.
Un microclima particolare, di montagna (siamo a 700 metri) in un’isola mediterranea, vigneti di quasi 20 anni e un grande lavoro a partire dalla vigna: basti pensare che Luca ha portato le rese fra i 50 e i 60 quintali per ettaro.
Poi un gran lavoro anche in cantina, dove dopo la macerazione in tini di pvc, il vino matura per metà in acciaio e per metà in tonneau di rovere per un anno, prima di essere assemblato e proseguire l’affinamento prima in acciaio e poi in bottiglia.
Il termine artigiano al momento è persino eccessivo per un ragazzo che produce in tutto solo 4.000 bottiglie l’anno, di cui le 1.000 numerate costituiscono la Riserva Berteru che così tanto ci ha emozionato.
Sicuramente di questo ragazzo talentuoso se ne sentirà ancora parlare molto.
IMG_9333 (Copy)Così come altrettanto particolare è la storia di Savio e Mauro Daniele, fratelli piemontesi di origine contadina ed entrambi enologi con esperienza ventennale presso l’importante azienda Ceretto, che a un certo punto hanno deciso di realizzare il sogno di avere una propria cantina.
E l’hanno fatto a Novello, sicuramente la zona meno nota fra quelle dove è consentita dal disciplinare la produzione di Barolo, dove l’attenzione è dedicata ai vitigni della tradizione langarola, quindi oltre al nebbiolo, anche il dolcetto, la barbera e qui anche la nascetta, vitigno bianco che stava per scomparire e che grazie a loro invece ha ripreso a esistere.
Anche in questo caso all’attento lavoro in vigna (questo barolo nasce in un cru sulla parte alta della collina di Novello) segue un’attenzione particolare in cantina, dove dopo una lunga macerazione in acciaio che supera i 30 giorni il processo di affinamento segue due percorsi diversi: subito un anno in barrique, poi altri 20 mesi in botte grande secondo la cosiddetta scuola dei tradizionalisti del barolo.
Questo affinamento particolare – ci hanno spiegato Mauro e Savio, che erano mescolati fra i giudici della serata, avviene non tanto per modificare le caratteristiche organolettiche del vino, quanto per stabilizzare il colore, in quanto una delle problematiche del nebbiolo sta proprio nella precipitazione degli antociani: con l’immediato passaggio in barrique si concorre a ridurre questo rischio.
Sul podio infine a pari merito anche il Pinot Nero Riserva di Calatroni, Oltrepo Pavese e il Labieno, verdicchio dei Colli di Jesi prodotto da Cològnola, che nasce da una vendemmia tardiva.
Entrambi i vini avevano vinto la serata di qualificazione e dunque partivano con il bonus di 30 punti.
Infine un elemento di curiosità: il VINO EMOZIONE della passata edizione era stato il Nero di Orgosa, prodotto da Giuseppe Musina, a pochi chilometri di distanza dal vincitore di quest’anno.
E ha davvero tanto in comune con il suo successore: entrambi arrivano dalla stessa area, uno ad Orgosolo, l’altro a Mamoiada, entrambi sono dei micro artigiani del vino (uno produce 10.000 bottiglie, l’altro 4.000), entrambi hanno seguito lo stesso percorso vivendo lontano da casa per poi scegliere di ritornare a fare i vignaioli (uno sulle navi in giro per il mondo, l’altro in ufficio a Milano), entrambi hanno piccoli appezzamenti di vigneti e lavorano in spazi angusti, cantine ricavate da ex garage o ripostigli già esistenti in mezzo alle vigne, entrambi usano vasche di pvc per la vinificazione.
Che una platea fatta di piemontesi, gente abituata a bere bene, per due anni consecutivi in una degustazione alla cieca esprima la propria EMOZIONE premiando questo piccolo angolo della Sardegna è quantomeno curioso!
Ed ecco l’elemento completo dei finalisti:
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LA REGOLA BRUT – Podere La Regola
PERTINELLO EXTRA BRUT – Tenuta Pertinello
LANGHE ROSSESE BIANCO – Josetta Saffirio
LABIENO Verdicchio – Cològnola
RICCIO BIANCO Pallagrello – Ale.P.A.
VIGNA DEL PINO Campi Flegrei Falanghina – Agnanum
BAROLO BERGERA PEZZOLE – Le Strette
PINOT NERO RISERVA- Calatroni
VESPRO – Fausti
VIGNA ALLE NICCHIE – Beconcini
TINTILIA SATOR – Cianfagna
BERTERU RISERVA Cannonau – Luca Gungui
PIGATO – La Vecchia Cantina Calleri
ALTER ALEA Aleatico – Andrea Occhipinti

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