Santo Stefano, Portinari

Una carne bianca ricca di aromaticità, speziatura e poi la sensazione tattile di piccantezza legata al peperoncino, un mix che richiede un vino bianco morbido e di buona persistenza che sia in grado di tener testa alla complessità del piatto.
Non stupitevi se la scelta nell’abbinamento ci conduce nella zona del Soave, la garganega è infatti uno dei vitigni bianchi autoctoni più ricchi che abbiamo in Italia e le origini vulcaniche delle colline dove si producono i migliori Soave Classico contribuiscono in maniera determinante alla nascita di vini importanti e di buon corpo.
santo-stefano-portinari_1024x1024Siamo nella frazione Brognoligo di Monteforte d’Alpone dove un giovane Umberto Portinari abbandonò gli studi di medicina intrapresi con “l’ideale di far del bene” per dedicarsi ai vigneti di famiglia perché, racconta, “vedevo gli altri ragazzi del paese tornare a casa stanchi ma felici dopo la giornata nei campi”. Oggi Umberto e la figlia Maria producono circa 20.000 bottiglie l’anno di vini tutti bianchi, molto diversi fra loro per via delle vigne poste in zone differenti, ma tutti imbattibili per qualità/prezzo.

 

Il Soave Santo Stefano è una delle etichette più importanti della cantina, nasce da uve volutamente a maturazione tardiva (vendemmia a metà novembre) e poi affina per ben 24 mesi in barrique. Ecco un vino dorato, dai profumi evoluti come la frutta esotica, le spezie e la vaniglia, in bocca quasi   cremoso con grande struttura e complessità.

 

Trovate questa bottiglia sul sito www.unbicchiereditalia.it, un indirizzo sicuro anche in vista dei vostri regali di Natale.

 

Buona degustazione!

 

Sabina

 

 

 

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Pollo al melograno e curcuma con pane Chapati

 

 

 

 

 

 

 

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