Riserva Diedri Teroldego Rotaliano Superiore, Dorigati

Un piatto decisamente ricco che anche in questi giorni di primavera ci da l’opportunità di gustarci ancora un bel vino rosso strutturato!

Ricetta della cucina piemontese che vi darà già una bella soddisfazione se abbinata ad un buon Nebbiolo o ad una Barbera passata in legno, ma che mi permette anche di portarvi un pò a spasso nella nostra bella Italia enologica per parlarvi di un vino che sposa perfettamente i piatti della nostra tradizione regionale.

Siamo nella Piana Rotaliana, a Mezzocorona, dove da ben cinque generazioni i Dorigati portano avanti la storia della loro azienda-famiglia. Ricerca dell’equilibrio tra le piante e la terra con particolare rispetto per i tempi della natura stessa, ma anche tra il vino e l’uomo. Il vino è molto di più di una bevanda, è visto come il frutto di una sinergia unica tra viticoltore e ambiente, non riproducibile.

Se già il Methius era la mia personale “bollicina del cuore”, il Vinitaly 2014 mi ha fatto scoprire il Teroldego Rotaliano Superiore Riserva Diedri. Vinificazione con lunga permanenza sulle bucce, maturazione per un anno in piccole botti di rovere non nuove per dare concentrazione ed eleganza preservando il fruttato tipico del vitigno, infine un affinamento di successivi sei mesi in bottiglia. Un vino di corpo deciso e pieno, con buona tannicità che lo rendono un compagno ideale di arrosti, selvaggina e piatti grassi in genere.

Trovate il Diedri in enoteca a circa 20 euro, se ne acquistate una bottiglia in più potete conservarlo in cantina anche per una decina di anni.

Buona degustazione!

Sabina

 

Ed ecco la proposta de il gattoghiotto…

 

 

Batsoà rivisitata con cipolle rosse caramellate e mostarda di mele

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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