GIRO IL CALICE

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di Massimo Sainato

Il prossimo 10 giugno saranno trascorsi esattamente 70 anni dalla tappa forse più memorabile nella storia del Giro d’Italia, la mitica Cuneo-Pinerolo, caratterizzata da “un uomo solo al comando”, quel Fausto Coppi capace di andare in fuga per oltre 190 km. transitando per primo su tutti e cinque i colli del tappone alpino.

Su quella giornata sono stati scritti oceani di parole, quest’anno ricorre pure il 100° anniversario della nascita del campionissimo e quindi è tutto un moltiplicarsi di iniziative.

chiatellinoNoi pinerolesi poi grazie a quella tappa abbiamo ottenuto menzione eterna per la nostra città. Quindi a maggior ragione saremo per sempre grati a Monsù Elvio Chiatellino, imprenditore innamorato di ciclismo, che riportando la Cuneo-Pinerolo nel Giro d’Italia ha in queste settimane risvegliato la sonnolenta cittadina dal consueto torpore che la avvolge, in attesa del clamore mediatico che la colorata carovana del Giro riesce a portare con sè anche in provincia.

2016-05-26-photo-00000118D’altronde il Giro d’Italia è l’evento sportivo più democratico, più seguito e più trasversale del Paese, porta in strada tutti, dai bimbi festanti con le bandierine da sventolare, agli anziani che ricordano le edizioni lontane dicendo “Io c’ero”.

Il mio primo ricordo per esempio risale al 1972 quando il cannibale Eddy Merckx transitò in maglia rosa davanti ai miei occhi in via Medail a Bardonecchia prima di andarsi a prendere la tappa sullo Jafferau.

A Pinerolo da un mese a questa parte qualsiasi iniziativa avvenga, alla fine si trova il modo di ricondurla al Giro d’Italia, che ci siano o non ci siano le biciclette di mezzo. Che poi è anche il bello della vita di provincia, in città un evento del genere se lo bruciano in poche ore.

Anche  Viva il Vino non voleva essere da meno e quindi abbiamo pensato di proporre agli appassionati di ciclismo e di vino un ulteriore “Giro di Calice”, scegliendo una data simbolo che non venisse fagocitata dal calderone degli eventi pre-Giro: l’anniversario dei 70 anni dalla prima Cuneo-Pinerolo (in realtà a essere precisini per questioni logistiche abbiamo dovuto optare per l’11 giugno, cioè il giorno dopo!).

IMG_0718 (Copy)Da parte nostra non è una novità assoluta l’accostamento del vino al ciclismo, perchè già in occasione del precedente passaggio del Giro a Pinerolo (era il 2016, con la tappa Muggiò-Pinerolo e il giorno dopo la Pinerolo-Risoul) proponemmo da Eataly una serata fra ciclismo e vino, all’insegna del Rosa, arricchita dagli aneddoti ciclistici che un po’ a sorpresa Elvio Chiatellino volle portarci in racconto accogliendo il nostro invito.

E d’altronde la liason non è forzata – come ha scritto il giornalista sportivo Aldo Peinetti su L’Eco Mese – “perchè il Giro d’Italia da sempre rende omaggio a territori di grande tradizione enologica, attraversando o andando a lambire colline tappezzate di vigneti”.

Solo che stavolta abbiamo voluto creare un evento di grande pregio, avvalendoci non solo Beppe_Conti_con_libro_Coppidella cultura ciclistica del nostro Elvio Chiatellino, ma anche di quel pozzo di scienza a due ruote che è Beppe Conti, opinionista e volto storico RAI, nonchè scrittore, che ha accettato l’invito a prendere posto nel nostro salottino (salvo imprevisti dell’ultima ora).

I temi da toccare fra vino e ciclismo dal 1949 a oggi saranno molteplici, a cominciare proprio da Fausto Coppi, protagonista 70 anni fa con la sua leggendaria impresa, ma protagonista anche della nostra serata attraverso i vini di “Vigne Marina Coppi”, cantina nella quale suo nipote Francesco Bellocchio si sta dimostrando altrettanto un campionissimo come il nonno nella sua personale sfida di produttore di vini.  Non a caso il Timorasso Fausto ha preso la chiocciola da Slow Wine. Lo sapevate vero?

Così come forse non tutti sanno che un altro grande campione del passato, Francesco Moser, anche lui in sella sulle strade della Cuneo-Pinerolo nell’edizione del 1982 vinta da Beppe Saronni, è un vignaiolo che produce vini di grande qualità nel Maso Warth sopra Trento dove ha dato vita alla sua nuova attività una volta sceso di bicicletta.  Il suo Trento Doc Brut è un Metodo Classico che sfiora l’eccellenza.

E poi come si fa a parlare di Maglia Rosa senza avere in mano un calice del Rosè più premiato d’Italia da sempre? Stiamo parlando ovviamente del salentino Five Roses, primo rosè italiano ad avere raggiunto fama internazionale, prodotto dalle Cantine Leone de Castris, storica e fra le più importanti aziende del territorioche nella nostra serata farà da spartiacque fra i vini bianchi e i rossi.

Già, perchè per il gran finale abbiamo pensato di farvi rivivere in chiave enologica la sfida fra i campioni Coppi-Bartali, il primo introverso e talvolta cupo piemontese, il secondo vivace toscanaccio.

Lo faremo attraverso i due vini fuoriclasse che meglio li rappresentano: un Barolo di Langa e un Brunello di Montalcino, ovvero proprio Piemonte vs. Toscana!

Anche questi due vini avranno un nesso diretto con il ciclismo, in quanto il Barolo Lecinquevigne arriva dalle Cantine Damilano, azienda ultracentenaria della famiglia Damilano, proprietaria anche della lusernese Pontevecchio, che da quest’anno sponsorizza il Giro d’Italia con l’acqua minerale Valmora.

Curiosa anche la scelta che abbiamo fatto per il Brunello: Paolo Bianchini, proprietario di Ciacci Piccolomini d’Aragona, cantina nel cuore di Montalcino, è stato invece un ciclista dilettante arrivato a un passo dal professionismo e talmente legato al tema da avere creato dentro la cantina un Museo del Ciclismo.

41460084_228090091395108_2349049645772046336_nNemmeno la location scelta è casuale: fu proprio il Veloce Club infatti ad organizzare la tappa del 1949 e sarà quindi suggestivo ritornare esattamente 70 anni dopo in quei locali ancora pieni di richiami a quel famoso 10 giugno con una serata di degustazione organizzata proprio dalla nostra piccola associazione!

I 5 vini saranno come di consueto supportati da un buffet e da un primo piatto caldo, proposti dalla genuina cucina della Trattoria del Veloce Club.

Il contributo di partecipazione è di € 30,00 a persona, la prenotazione è obbligatoria inviando una mail a segreteria@vivailvino.it, il numero dei posti è contingentato.

Infine un motivo in più per esserci: il ricavato della serata sarà devoluto al mondo degli Asili.

Gli Asili Notturni “Michele Buniva” sono un centro odontoiatrico che a Pinerolo in Via Saluzzo offre da oltre un anno prestazioni e cure dentistiche gratuite a chi non se le può permettere.

L’Associazione Amici Umberto I è invece nata in supporto allo storico asilo infantile da cui sono passati tanti pinerolesi e ha fra i suoi obiettivi anche la raccolta di fondi per la ristrutturazione di alcune parti dell’Istituto, che da anni necessitano di radicali interventi.

 

 

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