Barbera d’Alba Superiore, G.D. Vajra

Un piatto caldo che mangiamo più che volentieri ad inizio aprile e che ci permette di apprezzare ancora un vino rosso importante, avremo molto spazio per i bianchi con i mesi a venire!

Colgo l’occasione per raccontarvi un vino che mi ha davvero entusiasmato e che le persone che partecipano alle nostre serate hanno avuto modo di apprezzare in compagnia del produttore stesso.

Siamo a Barolo, da una famiglia che ha scritto pagine importanti sulla storia dell’omonimo vino, conosciuta e apprezzata in tutto il mondo sia per l’alta qualità della produzione sia per i valori che rappresenta. L’azienda si chiama G. D. Vajra e il vino di oggi è la Barbera d’Alba Superiore, risultato di alcune vecchie vigne piantate un tempo proprio sul celebre cru Bricco delle Viole e sopravvissute agli espianti degli anni Settanta.

Frutta e velluto sono state le prime parole che mi sono venute in mente all’assaggio. Un vino decisamente profumato e fresco, in bocca lascia una bellissima sensazione di avvolgenza e morbidezza dove l’acidità tipica del vitigno è perfettamente bilanciata dalla nota alcolica. Vino di una ricchezza e di una profondità incredibili.

Come ci racconta Aldo Vajra, “una Barbera che baroleggia” è l’espressione con cui i vecchi contadini parlavano del vino tratto da questi terreni, dopo un adeguato invecchiamento.

Un bel modo di valorizzare questa gustosa ricetta di Ambra, al costo di circa 20 euro.

Buona degustazione!

Sabina

 

Ed ecco l’abbinamento de il gattoghiotto….

 

 

Ossibuchi in umido

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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